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INS Drakon è arrivato ad Haifa il 24 settembre 2026. Durante la cerimonia presso la base navale, il presidente Jitzchak Herzog, il ministro della Difesa Israel Katz, il capo di Stato Maggiore Eyal Zamir e il comandante della Marina Eyal Harel hanno accolto il sesto sottomarino della Marina israeliana. Il messaggio era chiaro: Drakon non è semplicemente un’altra nave, ma fa parte di una Marina destinata a operare più lontano, più a lungo e con maggiore segretezza.
La cerimonia ha fatto seguito a una traversata di 23 giorni da Kiel ad Haifa. Secondo quanto riportato da Times of Israel Drakon ha percorso 3.792 miglia nautiche. Secondo le informazioni israeliane, gran parte del viaggio si è svolta in immersione e in condizioni di elevata segretezza. Con l’arrivo inizia ora la fase successiva: per l’installazione e l’integrazione dei sistemi israeliani sono previsti da due a tre mesi. La piena operatività sarà raggiunta soltanto in seguito.

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Aus dem SCHLAGSEITE X-ArchivINS Drakon amplia la portata strategica di Israele
Durante la cerimonia, il capo di Stato Maggiore Eyal Zamir ha lasciato pochi dubbi sul ruolo previsto per Drakon. Con il suo ingresso in servizio, la Marina acquisirebbe nuove capacità e in futuro potrebbe operare „in modo più occulto, più lontano, più in profondità e in modo più letale“. Allo stesso tempo, Zamir ha rivolto l’attenzione all’Iran. Il regime è stato colpito e indebolito, ma non ha modificato le proprie intenzioni, ha dichiarato secondo un comunicato delle Forze di difesa israeliane.
Il ministro della Difesa Israel Katz ha formulato il messaggio politico in modo ancora più diretto. L’arrivo del sottomarino sarebbe un segnale per tutti coloro che minacciano Israele, innanzitutto il regime di Teheran. La distanza non garantisce l’immunità agli avversari di Israele, né in aria, né a terra né in mare.
Anche il presidente Jitzchak Herzog ha posto al centro la portata strategica. Israele dispone di capacità che, se necessario, potrebbero essere impiegate anche a migliaia di chilometri dai propri confini. Allo stesso tempo, ha sottolineato la particolare dimensione tedesco-israeliana del progetto: 81 anni dopo la Shoah, lo Stato ebraico costruisce insieme alla Germania un sistema da esso definito la „corona“ della tecnologia della difesa.
Conclusione del programma Dolphin-AIP
Drakon è stato costruito da TKMS a Kiel ed è il sesto sottomarino di Israele. L’aritmetica della flotta è tuttavia più semplice di quanto facciano inizialmente pensare le diverse denominazioni delle classi: tre sottomarini più anziani della prima generazione Dolphin sono ancora in servizio, ai quali si aggiungono ora tre unità della generazione Dolphin-AIP. Drakon è la terza e ultima di queste unità.
TKMS ha confermato all’inizio di settembre, che con Drakon il programma Dolphin-AIP è stato completato. Ciò non significa esplicitamente la fine della flotta Dolphin. Le tre unità più anziane resteranno inizialmente in servizio e in seguito dovrebbero essere gradualmente sostituite dalla futura classe Dakar.
Con una lunghezza di circa 74 metri e un dislocamento di circa 2.600 tonnellate, Drakon è finora il sottomarino più grande e pesante della flotta israeliana. Sono inoltre pubblicamente note dieci tubi lanciasiluri. La progettazione, la costruzione e i collaudi si sono protratti per oltre dodici anni. La propulsione indipendente dall’aria AIP consente fasi più lunghe in immersione e aumenta quindi soprattutto autonomia e discrezione.
Perché Drakon non si chiama Dakar
In origine il nuovo sottomarino avrebbe dovuto chiamarsi „Dakar“, in ricordo di INS Dakar, affondato nel 1968 con 69 membri dell’equipaggio. I familiari dell’equipaggio di allora protestarono contro il riutilizzo del nome per un’altra singola nave.
Il nome scelto infine, „Drakon“, cioè drago in tedesco, fu il compromesso. Secondo il ministero della Difesa israeliano, il nome ebraico contiene al contempo le lettere del nome Dakar e continua così a ricordare il sottomarino perduto e il suo equipaggio. „Dakar“ è ora il nome della futura classe di sottomarini.
Lo spazio di sicurezza di Israele non termina sulla costa
L’importanza di Drakon emerge soltanto considerando la posizione geografica di Israele. Il Paese dispone di una profondità strategica ridotta ed è al contempo fortemente dipendente dal commercio marittimo. Il Mediterraneo, il Mar Rosso e le vie di accesso ai porti israeliani non sono quindi aree marginali della difesa nazionale.
Al più tardi dalla guerra successiva al 7 ottobre 2023, questa dimensione marittima è diventata ancora più visibile. La minaccia alle rotte marittime internazionali da parte de degli Houthi sostenuti dall’Iran nel Mar Rosso e il confronto per gli stretti strategici hanno ulteriormente accresciuto l’importanza della Marina. Le forze armate israeliane considerano quindi sempre più il mare come uno spazio operativo strategico autonomo.

I sottomarini svolgono un ruolo particolare in questo concetto. La loro caratteristica centrale è la scarsa visibilità. Possono essere impiegati in modo occulto per periodi più lunghi e consentire così una presenza militare in regioni in cui le forze operanti allo scoperto verrebbero scoperte più facilmente.
Piano Choshen: la Marina acquisisce maggiore peso
Drakon non è sola. Il capo di Stato Maggiore Zamir l’ha inserita nel piano pluriennale di sviluppo delle IDF „Choshen“. In questo programma la dimensione marittima dovrà ricevere un peso nettamente maggiore rispetto al passato.
Drakon è il primo sistema d’arma di grandi dimensioni che la Marina israeliana riceve nell’ambito di questo piano. Seguiranno altre nuove piattaforme navali. L’obiettivo è chiaro: Israele dovrà poter operare in mare su distanze maggiori, restare più a lungo nell’area operativa e disporre lì di una maggiore efficacia militare.
In questo modo, la Marina, spesso percepita come una forza armata minore, assume un ruolo strategico molto più ampio. La protezione della costa israeliana resta importante, ma da tempo non è più il suo unico compito.
INS Drakon: progetto tedesco-israeliano con ritardi
Drakon è al contempo un importante progetto di armamenti tedesco-israeliano. TKMS ha costruito il sottomarino a Kiel, e anche le tre unità della futura classe Dakar saranno realizzate in Germania. La cooperazione esiste da decenni ed è definita strategica da entrambe le parti.
La storia completa comprende però anche il fatto che, secondo ufficiali della Marina israeliana, i collaudi di Drakon non si sono svolti senza attriti politici. Times of Israel e Israel Hayom riferiscono concordemente che la Danimarca e la Norvegia non avrebbero consentito a TKMS determinati collaudi nelle proprie acque, rispettivamente l’utilizzo dei porti tra una prova e l’altra. In quel momento il sottomarino navigava sotto bandiera tedesca. I collaudi hanno quindi dovuto proseguire più al largo, in acque internazionali del Mare del Nord, cosa che secondo la Marina ha ritardato il programma di diversi mesi.
Per Israele è più di una semplice nota a margine. Israel Hayom riferisce che la Marina osserva con preoccupazione se le restrizioni politiche in Danimarca, Norvegia, Francia o Canada potrebbero complicare anche i futuri lavori sui tre sottomarini Dakar. Anche gli sviluppi della politica interna in Germania vengono quindi seguiti con attenzione. Si tratta finora di timori della parte israeliana, non di blocchi già decisi alle future forniture.
La prossima generazione è già in costruzione
Con Drakon termina quindi un programma di acquisizione, non la modernizzazione della flotta. Tre sottomarini della nuova classe Dakar sono già in costruzione. A partire dal prossimo decennio dovrebbero sostituire gradualmente i tre più vecchi sottomarini Dolphin della prima generazione.
Drakon costituisce quindi un ponte tra due generazioni. È più grande delle precedenti unità gemelle e trasporta numerosi sistemi israeliani, le cui capacità precise non sono state rese pubbliche. Allo stesso tempo, fa ancora parte della famiglia Dolphin-AIP e non rappresenta l’inizio della nuova classe Dakar.
L’armamento preciso e numerose capacità tecniche di INS Drakon non sono state confermate pubblicamente. Media e analisti discutono di capacità aggiuntive sulla base della configurazione modificata del sottomarino. Israele e TKMS non hanno confermato queste speculazioni. Le informazioni ufficiali, i dati tecnici disponibili al pubblico e le analisi devono quindi restare nettamente distinti.
L’ingresso di Drakon ad Haifa è stato quindi più dell’arrivo di un nuovo sottomarino. Segna la conclusione del programma Dolphin-AIP e contemporaneamente l’inizio di una fase in cui la Marina israeliana acquisisce un peso molto maggiore nello sviluppo delle forze armate. Questo era il messaggio della cerimonia: lo spazio strategico di sicurezza di Israele non termina sulla sua costa.
ℹ️ Base fattuale e fonti primarie dell’articolo 📑
▶️ Forze di difesa israeliane:
Cerimonia per l’ingresso in servizio di INS Drakon
Informazioni ufficiali sulla cerimonia ad Haifa, sulle dichiarazioni del capo di Stato Maggiore Eyal Zamir e sul ruolo strategico del sottomarino.
▶️ Ministero della Difesa israeliano:
Attribuzione del nome e inquadramento strategico di INS Drakon
Informazioni ufficiali sulla storia del nome, sul programma Dolphin-AIP e sulla futura classe Dakar.
▶️ TKMS:
Consegna di INS Drakon alla Marina israeliana
Informazioni del produttore sulla conclusione del programma Dolphin-AIP e sulla prosecuzione del programma con la classe Dakar.
▶️ Times of Israel:
Il sesto sottomarino di Israele arriverà mentre la Marina pianifica una grande espansione della flotta
Informazioni su dimensioni, rotta di trasferimento, fase di integrazione, struttura della flotta e problemi durante i collaudi nell’Europa settentrionale.
▶️ Israel Hayom:
Il sottomarino INS Drakon arriva in Israele
Resoconto sull’arrivo, sui ritardi nei collaudi e sulle preoccupazioni israeliane riguardo ai possibili effetti sulla futura classe Dakar.
▶️ Jerusalem Post:
Il capo delle IDF e Isaac Herzog celebrano l’arrivo di INS Drakon
Resoconto della cerimonia e delle dichiarazioni del presidente Jitzchak Herzog sulla cooperazione tedesco-israeliana e sulla portata strategica.
IDF: il sottomarino Drakon dispone di armi più potenti e di una maggiore autonomia in immersione
Inquadramento tecnico delle dimensioni note pubblicamente e dei dieci tubi lanciasiluri.
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